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SG SPECIAL, 1967 ste. Anche se la Standard è la più celebrata, sono molti ad apprezzare la com- binazione fra la risonanza del mogano usato e la grinta dei P-90 caratteristi- ci della Special; ma buona parte dei chitarristi trova difficile convivere con il ronzio tipico di quei potenti single coil e li sostituisce con modelli humbucking Gibson o con i nuovi DiMarzio. Inizialmente il manico ha un profilo relativamente sottile e piatto, ma la lar- ghezza al capotasto è identica a quella delle Les Paul (mm 42); dal '65 in poi, tuttavia, la Gibson decide di ridurre la larghezza a mm 41 e in seguito si lan- cia in una serie di variazioni funzionali ed estetiche non molto apprezzate. Questo non porta i musicisti a rinunciare alle SG, ma chi può permetterselo si fa costruire copie artigianali, spesso altamente personalizzate, come quelle di Tony Iommi e Frank Zappa. Da allora le mode si sono succedute, ma la popolarità delle SG, grazie al suo- no del mogano e al manico accessibile fino all'ultimo tasto, non è mai venuta meno. Duane Allman e Jesse Ed Davis apprezzavano una SG Standard per le parti slide. Indubbiamente questa chitarra, con la Standard come regina “de facto” e la Special, con i suoi P-90 dall’attitudine aggressiva e ricchi di armo- nici che gli stessi PAF sono costretti a invidiare, rimane ancora oggi una vali- dissima alternativa. Indubbiamente i P-90 possono essere rumorosi, ma basta fare attenzione alla propria posizione rispetto all'amplificatore e poi, quando la band inizia a suo- nare, ciò che si sente è solo la magnificenza di una sonorità unica che nessu- n’altra chitarra può replicare; nelle situazioni più difficili basterà chiudere il volume fra un brano e l'altro, e nessuno si accorgerà di quel piccolo “difetto”. Pubblicato su Axe 204 - Novembre 2015 Riproduzione vietata © Edizioni Palomino 55