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PRIMI ANNI ‘70 Oggi conosciamo la Yamaha come un colosso multinazionale che co- struisce di tutto, dalle motociclette ai pianoforti, ma alle origini era una piccola ditta, fondata alla fine dell’800 da Torakusu Yamaha, che ripa- rava e produceva organi e pianoforti. Nel 1966 inizia la produzione di chitarre, dietro la spinta del boom che questo strumento aveva registrato in quel periodo e grazie anche alle tournée di artisti occidentali in Giappone. Inizial- mente la produzione era limitata a strumenti di ispirazione Fender, ma verso la fine del decennio apparvero i primi modelli originali con la serie SG (SG2, SG3, SG5, SG7), dalle forme radicalmente diverse da quelle usuali, con il corpo rovesciato e le palet- te “a scimitarra”. Nel 1972 fu introdotta una nuova serie che comprendeva i modelli SG 20, SG 40, SG 45, SG 60 ed SG 80. I modelli dotati di leva vibrato avevano una T nella sigla (es. SG 80T). La serie non ebbe un grande successo e fu terminata nel 1974, ma oggi rappresen- ta alcune delle chitarre giapponesi più ricercate dai collezionisti, specialmente la sontuosa SG 80T, con corpo in mogano Honduras scolpito lungo il perimetro (German carving), manico incollato, due pickup di disegno originale con calamita in AlNiCo, selettore a 3 posizioni, volume e tono individuali e selettore stile Varitone a 5 posi- zioni. Il modello che presentiamo è una SG 20, che si potrebbe considerare l’equivalente Yamaha di una Gibson Les Paul Junior, ma con un pickup mini-humbucking al pon- te. Manico e corpo sono in mogano e la tastiera è in palissandro, ma il manico, an- ziché incollato, è fissato al corpo con quattro viti. Il pickup ha calamita in AlNiCo e un suono caldo e brillante. Lo strumento è leggero e ben bilanciato e il manico è estre- mamente scorrevole e comodo. In seguito fu proposta a Carlos Santana una SG 175 e da quell’incontro nacque la SG 2000, decretando la fortuna del marchio; ma queste rare e originali serie che l’han- no preceduta rimangono insuperate per simpatia e sono ineccepibili per qualità co- struttiva. Pubblicato su Axe n. 200 - Giugno 2015 Riproduzione vietata © Edizioni Palomino 59