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tato in Kristjan Stopar, La chitarra solista in Ita- lia tra Ottocento e primo Novecento, chitarrai- nitalia.it, 2012, p.6). Fra queste trascrizioni, si segnalano quelle pubblicate nel 1929 dal piano- forte dell’Album per la gioventù, op.68, di Ro- bert Schumann, per una o due chitarre, con il re- quisito saltuario di una corda grave addizionale (volante), usata a vuoto. Sul frontespizio di que- sta edizione, appare un (auto?)ritratto della si- gnora Mancinelli che imbraccia proprio la no- stra Mozzani; la chitarra è effigiata anche a p.2. È evidente la corda volante, che però attualmente è smontata. Il diapason è corto (634 mm., poco meno di 25”), il piano armonico è in abete, mentre fasce, fon- do, tastiera e manico sembrerebbero di palis- sandro. Il cartiglio all’interno della cassa reca la seguente dicitura: “chitarra ‘Liberty’ di Firenze costruita coi miei suggerimenti e la mia conti- nua assistenza nel 1897 – Luigi Mozzani”. Attualmente, la chitarra è armata con corde in nylon moderne (Augustine rosse). Alla prova pratica, constatiamo innan- zitutto che lo strumento è perfetta- mente intonato e che necessiterebbe di una rettifica della tastiera e di un aggiustamento dell’action sul la- to corde gravi, che sono troppo vicine alla tastiera e non sopportano le sollecitazioni troppo energiche. A parte ciò, rimaniamo incantati da una sonorità dolce, espressiva e ricca di possibilità timbriche, eviden- te specie nei cantini e un po’ penalizzata nelle corde gravi dai problemini di setup sopra descritti. Il manico e la tastiera sono comodissimi e si ha la sensa- zione di suonare uno strumento passato per le mani di una sensibile artista. Ma, al di là delle parole, invitiamo i lettori a vedere e ascoltare la Mozzani nel nostro “video test”. Noi possiamo aggiungere solo che rimetterla giù è stato difficile! M.P. AXE MARZO_2014 39