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Discussione: Il funerale delle Les Paul?!

  1. #1
    Administrator L'avatar di Big Axe
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    Il funerale delle Les Paul?!

    Risposta per la domanda che l'axista Stefano Ceveriati ha inviato tramite Facebook a Mario Milan

    Carissimi, vi leggo oramai da anni, ed i numeri cartacei, nonostante il tempo, vengono regolarmente sempre sfogliati...faccio riferimento agli articoli del Maestro Mario Milan sulle Les Paul Historic Collection...dagli articoli traspare la profonda, sentita passione per queste chitarre di casa Gibson (Custom Shop)...passione condivisa, premetto, ma da parte mia devo rendere giustizia ad una recente, disgraziata avventura che mi ha fatto ridestare dal sogno delle "belle chitarre"...vado al sodo: martedì mattina, nessuno in negozio, provo 3 Les Paul SG Custom Shop VOS: due bianche, Standard, l'ultima nera, Custom... Sulla prima un pickup è rivolto più che verso le corde, alla luna, ovvero tutto verso il ponte...mah...toni e volumi funzionano, ma il volume del p.u. al manico, con i due pickup assieme, non chiude completamente, anche a fine corsa...sul retro del body una sorta di piccolo avvallamento, tipo un'abrasione di uno strato di legno...suono acustico appena sufficiente, pesantuccia...la poso e provo la seconda...va meglio, anche se sul bianco sono presenti alcuni aloni e macchie di scuro, per 2300 euro si può anche far finta di niente...anche qui un pickup è rivolto più che alle corde ad un ipotetico punto di fuga verso l'infinito...il suono acustico va meglio, ma le plastiche non si possono guardare: hanno ancora i "baffi" dello stampo con cui sono state fatte ed il battipenna sporge vistosamente dal body, più che sulla prima e sulla terza chitarra...provo la Custom: c'è una sottilissima distanza tra il bordo di fine tastiera in ebano ed il capotasto: si intravedono come dei piccoli grumi di colla, con dei frammenti di materiale bianco, che sembra quello del capotasto...verso il body, a fine tastiera, su entrambi i lati del manico, appena sotto il filo del binding corrono due crepe nella vernice nera di circa 15 centimetri, e su di una i lembi della crepa cominciano ad inarcarsi, a breve temo possa saltare la vernice...addocchio una quarta SG VOS Custom, gold hardware: ha un segnatasto in madreperla tagliato ed incastonato storto: sì, da un lato parte ad una certa distanza dal tasto per arrivare quasi un millimetro più basso...non la provo nemmeno...insomma, la chitarre erano tutte e 4 nuove, costavano tra i 2000 e i 2800 euro, ma di magia io non ne ho proprio vista...e sono scappato dal negozio, deluso e frastornato... Per la mia esperienza, costi, tempi e margini di profitto dell'industria hanno decisamente fatto il "funerale" delle belle Les Paul...un abbraccio

    Risponde Mario Milan
    Gentile Lettore, francamente una tale serie di difetti tutti in una volta non mi è mai capitato di osservarli non solo sulle Gibson ma su qualunque marca.
    Posso tentare un paio di osservazioni: la produzione Custom Shop richiede una mole maggiore di interventi manuali rispetto alla serie USA, per cui c’è un maggiore margine di errore, specialmente lavorando in fretta, ma non assolve il marchio, in quanto ai prezzi richiesti per quelle chitarre una maggiore cura sarebbe doverosa come un controllo qualità più stringente. Le plastiche usate dalla Gibson sono state ampiamente criticate sotto molti aspetti e per questo motivo molti si affrettano a sostituirle con accessori “boutique”. Piccole incongruenze nelle misure e posizionamento degli intarsi rientra nel tipo di costruzione, tali inconsistenze sono osservabili anche in esemplari vintage e, se limitati a lievi imprecisioni, non sono preoccupanti.
    Va considerato, poi, il ruolo del distributore e del negoziante che, a loro volta, dovrebbero controllare cosa prendono, se di fascia elevata, restituendo gli esemplari al di sotto di un certo standard e assicurarsi che gli strumenti accettati siano regolati a dovere (vedi pickup non allineati correttamente).
    Quel negozio, apparentemente, non opera alcun controllo.
    La filosofia commerciale della Gibson, tuttavia, recentemente non può non lasciare perplessi, in quanto sembra che a continui aumenti dei prezzi non corrisponda una altrettanto continua cura dei dettagli sugli strumenti prodotti.
    Questo comporta che, come ho spesso sottolineato, una chitarra va provata di persona, indipendentemente dalla fascia di prezzo, perché i produttori raramente possono garantire una consistenza paragonabile a quella che si può avere nelle elettroniche (effetti, amplificatori ecc.).
    Acquistare in rete CD, libri e battipenna può essere comodo, ma acquistare una chitarra è un azzardo.
    Detto questo rimane il fatto che la maggior parte della produzione Gibson Custom Shop è impeccabile e molti strumenti sono eccellenti. Per quelli che non lo sono l’unica è lasciarli nei negozi e sarà loro cura, se la percentuale sarà elevata, lamentarsene con la Gibson.
    Come esperienza personale non posso, tuttavia, non ammettere che per quanto per alcune cose la Gibson sia irritante, la maggior parte delle chitarre Custom Shop da me provate si sono rivelate ottime e in qualche caso entusiasmanti.
    Mario Milan

  2. #2
    Axista Senior L'avatar di Burny
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    Siamo certi che non sia incappato in modelli vos...asiatici?

    Me sembra tanto strano!

    Scusateblo scetticismo.

    Vi abbraccio

    B.

  3. #3
    Administrator L'avatar di Big Axe
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    Citazione Originariamente scritto da Burny Vedi messaggio
    Siamo certi che non sia incappato in modelli vos...asiatici?

    Me sembra tanto strano!

    Scusateblo scetticismo.

    Vi abbraccio

    B.

    Il sospetto c'è...

  4. #4
    Administrator L'avatar di Big Axe
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    Per dovere deontologico, devo assolutamente scusarmi con Nicola Rosti, cui inizialmente era stato accreditato il messaggio sulle Gibson rivolto a Mario Milan tramite Facebook. In realtà, autore dello stesso è Stefano Ceveriati, come ora correttamente riportato.

  5. #5
    Axista Junior
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    Citazione Originariamente scritto da Big Axe Vedi messaggio
    Il sospetto c'è...
    Mah...modelli asiatici? Il rivenditore eraè un Gibson Dealer, se poi le chitarre erano dei falsi, non saprei...certo, non hanno suscitato ambizioni di acquisto...
    Poi le critiche sulla produzione Gibson, anche Custom Shop, si trovano oramai di frequente anche su riviste internazionali, tipo Guitarist, che palesemente o più spesso tra le righe esprime più di una perplessità...i filmati in rete sulla produzione negli stabilimenti Gibson Custom Memphis, poi, lasciano poca immaginazione...comunque, a scanso di equivoci, ho acquistato anche io, come tanti, molte Gibson in passato...un saluto

  6. #6
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    Non userei mai Guitarist come metro per giudicare una chitarra. Mi dispiace ma quella rivista non mi ha mai convinto. Sulla produzione Memphis della Gibson non concordo affatto. Sono in contatto con persone che hanno acquistato ES 355 e ES 345 o vari modelli di ES 335 e ne sono entusiaste e alcuni hanno anche ES d'epoca con cui paragonarle. Su alcuni modelli non approvo le scelte della Gibson riguardo la scelta di alcuni componenti e sono convinto che, per quanto decenti, sui pickup si potrebbe e dovrebbe davvero fare di più. Dal punto di vista della qualità costruttiva il consenso generale, specialmente in USA è che sia elevata. Sulla produzione Nashville, tuttavia, i pareri sono spesso discordi. Diverso il giudizio sulla politica commerciale della Gibson, criticata da molti soprattutto per i continui incrementi di prezzo, non sempre giustificati da reali miglioramenti.

  7. #7
    Axista Senior L'avatar di Burny
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    Citazione Originariamente scritto da Stefanoat Vedi messaggio
    Mah...modelli asiatici? Il rivenditore eraè un Gibson Dealer, se poi le chitarre erano dei falsi, non saprei...certo, non hanno suscitato ambizioni di acquisto...
    Poi le critiche sulla produzione Gibson, anche Custom Shop, si trovano oramai di frequente anche su riviste internazionali, tipo Guitarist, che palesemente o più spesso tra le righe esprime più di una perplessità...i filmati in rete sulla produzione negli stabilimenti Gibson Custom Memphis, poi, lasciano poca immaginazione...comunque, a scanso di equivoci, ho acquistato anche io, come tanti, molte Gibson in passato...un saluto

    La perplessità non è su quello che hai toccato con mano ma su una serie di mie considerazioni riguardo:

    la provenienza del prodotto

    il rapporto commerciale tra il dealer ed il produttore.

    Se la provenienza è sempre americana, perchè cambiare il modo di produrre un manufatto dato che fino ad oggi la qualità della costruzione è stata decente?
    O meglio, priva di grossolani difetti di costruzione, verniciatura approssimativa, dot parziali eccetera.
    Anche ammesso che abbiano cambiato il personale e le macchine per la costruzione, devono aver eliminato completamente il controllo di qualità, a questo punto immagino che trovare una "special", "tribute", una "studio" o una epiphone che suoni sia un miracolo.

    Tra l'altro hanno eliminato i distributori, come elemento commerciale, e il prodotto ha subito una diminuzione di costo finale, aumentandone la vendita.

    Faccio finta, a fatica, che la gibson affidi la propria produzione a dei cialtroni, bene, il dealer per essere tale deve avere dei requisiti specifici in termini di spazio dedicato al marchio ed acquistare una selezione specifica di strumenti; il tutto si traduce in un costo, in un capitale immobilizzato, uscita di soldi per allestire un negozio in un negozio, lo paragonerei in un concept shop (visto che va di moda).

    Dopo tutto questo sforzo mi arrivano strumenti difettosi e che faccio li metto in vetrina oppure te li rimando indietro pretendendo la qualità minima sindacale che si addice ad un prodotto di qualche migliaia di euro di costo?

    Se poi il matto fossi io allora saranno i cinesi a far causa agli americani:

    http://www.gibson.com/it-it/Stile-di...alse-chit-716/


    B.

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