banner pubblicitario Axe digitale

Mostra risultati da 1 a 8 di 8

Discussione: Music Italy Show... i soliti "pellai"

  1. #1

    Music Italy Show... i soliti "pellai"

    Sul sito del Music Italy Show ( http://www.musicitalyshow.com/ ) leggo:

    SOSPESA MUSIC ITALY SHOW 2012

    BolognaFiere S.p.A. comunica la sospensione della Manifestazione Fieristica "Music Italy Show", in programma presso il quartiere fieristico di Bologna dal 5 al 7 maggio 2012, costretta a constatare malgrado il proprio impegno e la propria volontà - la mancata realizzazione delle condizioni definite con l'Associazione DISMAMUSICA per la promozione e l'organizzazione della Rassegna.

    BolognaFiere si riserva di valutare la possibilità di riorganizzare la Manifestazione Music Italy Show, già il prossimo anno, per venire incontro alle esigenze manifestate da molte aziende del settore, alle quali BolognaFiere potrà comunque assicurare la realizzazione di un evento fieristico che si ponga come punto di riferimento e di importante incontro del settore stesso.

    BolognaFiere S.p.A. coglie l'occasione per ringraziare le aziende che hanno mostrato interesse nei confronti dell'attuale progetto fieristico decidendo di aderire allo stesso, augurandosi quindi di ospitare tali aziende in occasione della prossima Rassegna.


    Cosa sarà mai successo?
    -Troppo costoso lo spazio espositori in Fiera? Allora perchè vi siete scelti Bologna?
    -????

    Qualunque sia il motivo... è la solita vergogna italiana. Ho viaggiato in diversi continenti per fiere del settore, nazionali o internazionali. Mai visto uno show cancellato.
    La cosa mostra in che mani sia il settore in Italia.

  2. #2
    Administrator L'avatar di Big Axe
    Data registrazione
    Sep 2010
    Messaggi
    981
    Caro Italo, la notizia è in home page da giorni ed è una cosa vergognosa! Ci hanno avvertiti via email solo il 5 aprile! E considera che avevamo già preso impegni per stand, albergo, collaboratori che sarebbero venuti... In particolare, sarebbe bello sapere chi pagherà ora la pubblicità che hanno fatto su Axe, altre riviste e relativi siti da novembre ad aprile. Al momento non rispondono, parlo dell'ente fiera. Quanto ai motivi, ne ho sentiti di belli: la concomitanza della nuova fiera a Mosca (ha ha ha!), il senso dubbio di una fiera tradizionale ai tempi di internet: infatti, Anaheim, Nashville, Francoforte, Shangai, ora pure Mosca, tutte città fuori dal mondo che si ostinano a far fiere! Certo, a Francoforte si sentiva la crisi, ma c'era un discreto pubblico, giovani inclusi, che vanno lì, vedono suonare live e far demo i propri beniamini, possono provare praticamente tutti gli strumenti di persona e se la spassano per una giornata, tra l'altro senza esser dissanguati per un panino e una coca. Perché si dovrebbe andare a una fiera in Italia (nonostante l'ultima a Bologna due anni fa avesse raccolto molto pubblico) se gli strumenti stanno sotto vetro, gli stand hanno le transenne all'ingresso (e dietro vedi i salottini con drink e salatini per ricevere i soli negozianti), i musicisti non suonano tranne i soliti noti che lo fanno pure gratis per promuoversi e i dimostratori il più delle volte sono preoccupati di far vedere quanto sono bravi anziché lo strumento? E in più si è pagato un salato biglietto d'ingresso! E c'è anche la coda infinita al bar! Ora i veri motivi, almeno per come la vedo io: mancanza di espositori. Punto. Un po' è la crisi generale, non c'è dubbio che sia pesantissima; un po' a mio avviso contribuisce da tempo la frantumazione dei canali di distribuzione di una miriade di strumenti ed effetti di tutti i marchi via internet, attraverso minuscoli operatori che non vogliono/possono permettersi qualche migliaio di euro all'anno speso in promozione pagata. Un po' è anche un habitus nuovo: cerchi i "mi piace", le condivisioni, la cosiddetta pubblicità virale sulla rete, gli amici che ne parlano, i musicisti che li usano solo perché glieli regali o fai pagare molto poco. Mancano da anni tutte quelle aziende medie (srl, sas, etc.) che facevano magazzino, avevano politiche commerciali tradizionali, magari anche qualche dipendente e potevano ragionare su un budget, magari piccolo, da dedicare a pubblicità e promozione. Oggi abbiamo solo pochissimi grandi operatori quotati in borsa e accentratori di marchi da una parte (e decidono il prezzo della pubblicità in pratica: il costo pagina non è cambiato dal '90 a oggi!), oppure minuscole attività online che ordinano alla fonte man mano che vendono al cliente finale, hanno giri d'affari piccoli (tranne alcuni grandi che lavorano a livello internazionale) e orizzonti conseguentemente piccoli. Un abbraccio

  3. #3
    Fabrizio

    la stragrande maggioranza delle cose che elenchi nella prima parte del tuo intervento sono valide per tutte le fiere.
    Non capisco però perchè definisci quelle città fieristiche come "fuori dal mondo".
    Il winter e summer NAMM restano manifestazioni importanti, anche se l'edizione di Nashville lo è di meno.
    Francoforte è la numero 1 al mondo...il resto sono i nuovi mercati...che contano!
    Da noi...i difetti sono sempre quelli. E proprio perchè c'è internet (virtualità) avrebbe senso ancora di più che la gente potesse toccare e provare gli strumenti.
    M i cari "pellai" importano solo il venduto. 20 o più anni fa, facevano lo stesso ed internet non contava o non c'era ancora...quindi restano solo scuse.
    Se avessero le palle di invitare i produttori (ho fatto fiere in Francia e Olanda e Jim Marshall c'era!), qualche musicista internazionale e magari le spese di esposizione fossero condivise tra partners (con Eventide lo facevamo con i distributori locali) allora le cose avrebbero senso.
    La verità?
    Questi distributori o sono poveri, o taccagni o sono davvero vecchi!
    Ed il lavoro ci sarebbe....

    Siamo noi quelli fuori dal mondo.

  4. #4
    Administrator L'avatar di Big Axe
    Data registrazione
    Sep 2010
    Messaggi
    981
    Non mi sono spiegato Italo, l'intenzione della mia frase sulle città che ospitano fiere era assolutamente ironica...
    Concordo in buona parte con te, ma sta di fatto che al momento attuale le spese di una fiera italiana grosso modo cadrebbero sulle spalle di pochissimi soliti noti: Mogar, Bauer, Eko, Master Music, il resto non c'è o quasi... CB Music non c'è, LA Music non c'è, Syncro non c'è, Magic Music boh, gli altri che conosco sono a livello familiare e/o integrano la loro attività di musicisti, i liutai storici e i costruttori di ampli artigianali sopravvivono a stento sotto i colpi di prodotti cinesi a poche centinaia di euro. Editoria musicale non c'è (lo sai sì che Carisch stampa poche copie alla volta in sede con una macchina digitale e man mano che le vende le ristampa? Non hanno una tipografia che fa il lavoro per loro!). Va meglio forse il comparto audio professionale e PA... Mica si può fare una fiera in 4 gatti come in parte è già successo per la scorsa edizione a Bologna. Comunque pare che a Roma il 16-17 giugno si farà qualcosa in un hotel, pochi tavoli e diversi operatori prevalentemente marchigiani. Noi ci saremo, almeno spero stavolta... Ciao!

  5. #5
    Ma...allora...perchè si è annunciata una fiera nazionale del settore?

  6. #6
    Administrator L'avatar di Big Axe
    Data registrazione
    Sep 2010
    Messaggi
    981
    Ah, questo non lo capisco. Evidentemente pensavano di riuscire a farla... Comunque penso che anche gli enti fiera in genere dovrebbero capire che una fiera di strumenti non è la fiera degli abiti da sposa o dell'elettronica consumer, e dovrebbero praticare affitti degli stand adeguati al settore. Forse la dimensione possibile per l'Italia è quella dei tavoli nella sala congressi di un grande albergo o uno spazio messo a disposizione dalla municipalità, vedi Sarzana o Soave, che tra l'altro quest'anno sarà celebrata per l'ultima volta per stanchezza dell'organizzatore... Dai tiriamoci su, in ogni caso meglio andare a Los Angeles o Francoforte che a Milano o Bologna, no?

  7. #7
    Axista Senior L'avatar di robcali
    Data registrazione
    Feb 2011
    Località
    Trinakriano attualmente vive in provincia di Roma
    Messaggi
    707
    Mi sono anche chiesto se la crisi del settore (specialmente quello italiano) oltre alle politiche sbagliate (in generale) sia principalmente dovuta alla fortissima presenza di internet che predomina, con il mercato del nuovo online e dell'usato, che è in forte crescita almeno per strumenti di una certa fascia di prezzo (e non vintage) e per la tecnologia vintage che puoi comprare a buon prezzo.

    Adesso (parlo pensando specialmente ai consumatori di musica) tutto è on line: una prova di uno strumento, negozi specializzati etc etc ...., cd e musica in genere.
    Credo anche che stiano cambiando i modi di operare sul mercato, c'è un magma in ebollizione che ancora non si è trasformato in qualcosa di solido (come siamo soliti concerpirlo) ed in un momento di transizione si fatica ad essere lucidi (e questo vale specialmente per gli operatori e per tutto ciò che ruota attorno al mercato) mentre i consumatori ... consumano solamente e non sempre sono consapevoli di quello che ruota attorno alla merce che acquistano.

  8. #8
    Axista
    Data registrazione
    Feb 2011
    Località
    Riccione
    Messaggi
    92
    Suppongo che la fiera sia stata cancellata per mancanza di adesioni, suppongo che non ci siano state adesioni perchè si ritiene il rapporto costo/beneficio punitivo.

    Il problema per me (e non è solo un problema del settore strumenti musicali) è che in Italia si tende a confondere il cliente con il canale di distribuzione. Gli importatori considerano i negozi i loro clienti, invece i loro clienti sono i musicisti, i negozi sono un canale di distribuzione.
    E così in una fiera viene considerata un'occasione per chiudere vendite con i negozi, se non c'è questa prospettiva, meglio non spendere soldi.
    Ma oggi ci sono molti negozi che vedono prodotti in fiera e fanno magazzino per avere il prodotto pronto per la consegna? Non lo so. Invece i veri clienti, i musicisti, in fiera vengono considerati quasi degli scocciatori. Quindi alla fine non conta nemmeno il fatto che 2 anni fa l'affluenza fosse stata buona. Sicuramente un risultato della crisi è che il costo della fiera, senza un realizzo immediato, diventa un grosso ostacolo, ma forse bisognerebbe trovare altre soluzioni, per non entrare in una spirale involutiva, che invece sembra ormai avviata.

Informazione thread

Utenti che stanno navigando in questo thread

Ci sono attualmente 1 utenti che stanno navigando in questo thread. (0 utenri registrati e 1 visitatori)

Segnalibri

Regole di scrittura

  • Tu non puoi inviare nuove discussioni
  • Tu non puoi inviare risposte
  • Tu non puoi inviare allegati
  • Tu non puoi modificare i tuoi messaggi
  •