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Dal nuovo numero

  • Il sommario di Axe Guitar Magazine n.29 +

    NUMERO SPECIALE DEDICATO ALLA MUSICA “ALTRA”

    MUSICISTI

    MARY HALVORSON - Testo musica e codice

    REZ ABBASI - Metto respiro in ciò che suono

    TEST

    Pedali EHX Battalion Pre/Drive e Operation Overlord Nano

    MASTERCLASS

    ALEX MILELLA: Fusion da Camera Soul

    MAURIZIO MECENERO: Dalle scale alla musica - 3

    MIKE CAMPESE: Scala maggiore tre I e V tasto

    ANTONIO TARANTINO: Accordi lati

    RECENSIONI

    D.HAKLAR/G.HIDALGO

    ILLACHIME QUARTET

    SUSAN ALCORN

    ANDREA QUARTARONE

    GALLERY

    PAUL BIGSBY, l'uomo che sapeva costruire tutto

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  • Intervista con video lezione al chitarrista modern jazz Rez Abbasi +

    Mistura di musica jazz, classica e world: così potrei omologare in tre parole lo stile unico di Rez Abbasi, chitarrista e compositore di origini pakistane accolto in giovanissima età dalle grandi braccia degli Stati Uniti d’America. In California, a 11 anni, inizia a studiare la chitarra. Si dedica poi alla musica classica e jazz alla University of Southern California e quindi alla Manhattan School of Music di New York, dove vive.

    Mr. Abbasi, vuol dirci qualcosa sul rapporto tra il suo paese nativo e gli Stati Uniti? Quali furono le prime influenze musicali?

    La mia famiglia emigrò negli U.S. quando avevo 4 anni, quindi all’inizio non fui molto influenzato dalla cultura pakistana, se non attraverso i miei genitori e parenti. Più avanti negli anni, grazie al cibo e alla musica, ebbi modo di conoscerla meglio. La cultura pakistana essenzialmente è come quella indiana, perché India e Pakistan erano un unico paese prima del 1947. Quando scoprii la forza della musica classica indiana, iniziai a rivisitare le mie radici sud-asiatiche. Venendo alla seconda parte della domanda, crescendo in California ero influenzato da tutto ciò che, dalla radio, influenzava chiunque altro. Per me spiccavano band come i Led Zeppelin, i Rush e i Van Halen, tra le altre...

    I suoi studi di musica occidentale negli anni sono stati ricchi e completi. Come è riuscito a mantenere la cultura musicale indiana e miscelarla con il jazz dal punto di vista spirituale e musicale?

    È stato facile perché mi piace la grande musica e questa include tanto la musica indiana e pakistana quanto il rock e il pop di artisti come Stevie Wonder, Bill Withers, Steely Dan; la lista sarebbe lunga... Tutte queste sonorità influiscono sulla mia musica ancora oggi e questo non cambierà mai. Ad esempio, ho appena ascoltato qualcosa dei Foreigner e sono rimasto stordito da alcune loro composizioni. Non so che cosa mi influenzerà in futuro, ma, poiché la musica è universale - e per me questo significa che deve contenere qualcosa di significativo - tutto ciò che mi piace ha un’influenza su di me; e più mi piace, più mi influenza. Certamente se passo molto tempo ad ascoltare, ad esempio, [Claude] Debussy e poi compongo, forse questo si sentirà in ciò che avrò scritto. Anche studiare aspetti di compositori e di stili musicali può influenzare ciò che scrivo; quindi, in definitiva, i miei studi di musica in- diana hanno fatto la differenza nel modo in cui concepisco la musica. Ma prima e soprattutto sono un musicista di jazz moderno...

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  • Paul Bigsby - L’uomo che poteva costruire tutto +

    Paul Bigsby nacque il 12 dicembre del 1899 ad Elgin, Illinois, da Charles Bigsby e Mary Ella Morgan. I genitori (il padre di 65 anni e la madre di 36) originari di New York, si erano stabiliti in quella città nel 1898, appena sposati, nello stesso anno dando la vita al loro primo figlio, Carl. Charles Bigbsy trovò lavoro in una tipografia e presto i figli lo affiancarono (Paul aveva appena 11 anni). Nel 1910 la famiglia si trasferì a Los Angeles, dove il giovane Paul imparò i mestieri di costruttore di forme per la lavorazione del metallo e a lavorare di precisione con il legno, realizzando anche disegni, schemi e progetti per ditte che costruivano parti per motori, congegni meccanici e macchinari per uso casalingo. Successivamente si appassionò alle motociclette da corsa e in breve tempo si affermò vincendo diverse gare. Un’altra passione di Paul era la musica. Suonava la chitarra acustica e, dopo la guerra, iniziò a osservare gli strumenti che i componenti delle varie band usavano, commentando che avrebbe saputo fare di meglio. Iniziò così a costruire qualche chitarra per alcuni amici. Uno strumento molto in voga era allora la lap steel, di cui Joaquin Murphey della band di Spade Cooley (violinista, attore e compositore) era uno dei più popolari suonatori. Una sera Bigsby gli propose di provare una lap steel da lui costruita. Murphey reagì con fare infastidito, però Paul non era tipo da arrendersi e insistette finché il musicista, probabilmente per liberarsene, accettò di provarla durante il secondo set. Alla fine del concerto Murphey si offrì di acquistarla immediatamente. Bigsby gli disse che non la vendeva, ma che...

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01 Dicembre 2020

Il Forum di Axe