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  • [prova] chitarra Silent Guitar Yamaha SLG200N +

    La nuova serie delle chitarre “silenziose” Yamaha porta la sigla SLG200 (che sta per Silent Guitar appunto) e, come la precedente serie, è costituita da una 6 corde con corde in metallo (SLG200S) e due con corde in nylon, che si differenziano solo per qualche piccolo particolare costruttivo: la SLG200NW è pensata per chi è più avvezzo alle vere misure della chitarra classica (la W sta per wide) e per questo riporta una larghezza della tastiera leggermente più generosa e un manico più corposo della versione SLG200N, che è costruita per strizzare l’occhio ai chitarristi che vogliono le sonorità del nylon ma con un’accessibilità più comoda. In prova abbiamo proprio la versione Natural di quest’ultimo modello chitarra Yamaha, che comunque non è una vera crossover in quanto riporta la scala tipica di una classica (650 mm.) e con suoi 50 mm. al capotasto risulta solo un paio di millimetri più stretta rispetto alla versione SLG200NW, restando quindi molto lontana dalle misure della SLG200S (43 mm.). Altri colori disponibili, Translucent Black e Tobacco Brown Sunburst. La forma è rimasta la stessa della versione precedente quindi ancora una volta possiamo ammirare il piccolo capolavoro di design e funzionalità del progetto Yamaha: la chitarra è leggerissima, ottimamente bilanciata ed elegantemente disegnata grazie alla struttura “vuota”. Come già sappiamo, uno dei due telai che simulano in volume la presenza di una “cassa” è velocemente removibile...

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  • [axetech] Mario Maratea - Pedale volume, wah, espressione e Whammy +

    Pedale volume, wah wah, espressione e Whammy: ingombranti, pesanti e a volte rumorosi ma… irrinunciabili. Nella categoria che andiamo a descrivere su Axe sono presenti tutti quei dispositivi che, con un controller a pedale, consentono di modificare in maniera continua e in tempo reale il suono della chitarra. Uno di questi, e sicuramente uno dei più “antichi”, è il pedale volume. Questo effetto, di derivazione organistica e utilizzato già negli Anni ’30 con le prime lap-steel, consente di regolare il volume tramite l’escursione di un pedale. L’effetto è tecnologicamente molto rudimentale, infatti il circuito è composto semplicemente da un potenziometro (di valore simile a quelli che equipaggiano le chitarre) regolato tramite l’escursione di un pedale simile a quello di un acceleratore. Per la sua natura, quindi, è abbastanza sensibile al comune problema che affligge i dispositivi elettro-meccanici, ovvero la rumorosità dei potenziometri, che, se non adeguatamente sigillati, tendono ad accumulare polvere al loro interno con conseguente generazione di scricchiolii e fruscio. Per risolvere questi problemi , alcuni costruttori, in un recente passato, hanno escogitato soluzioni creative che spesso hanno aggirato con successo questi difetti. Negli Anni ’80 la nota casa americana Morley ha eliminato ogni elemento meccanico dal circuito utilizzando alcune cellule foto-elettriche che, grazie a un sistema di oscuramento progressivo comandato dal...

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  • [intervista e video lezione] Alessandro Benvenuti - The Elba Triangle Chapter 1 +

    Prendete un belga (fiammingo) appassionato di musica chitarristicamente orientata, che fonda la Jellybeard e dà vita a dischi di grande musica per gli appassionati: Kris Claerhout. Aggiungete tre grandi chitarristi, in ordine alfabetico: uno di Latina, Alessandro Benvenuti; uno inglese di Leeds, Tom Quayle; uno di Caserta, Marco Sfogli. Amalgamate il tutto con un palermitano alle tastiere e mix, Alex Argento. Sezionate ritmicamente con un bassista brasiliano, Junior Braguinha, e uno russo, Anton Davidyants. Concludete sbacchettando con due batteristi: un italiano d’Australia, Virgil Donati, e uno svedese, Walle Wahlgren. Date ai tre chitarristi mandato di mettere mani su grandiosi brani fusion del passato e dopo qualche mese avrete lo straordinario risultato musicale contenuto in The Elba Triangle - Chapter One. Abbiamo voluto i tre chitarristi congiunti per un’interessante intervista a tre, con condivisione di sensazioni e opinioni. Eccone il resoconto.

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    La nuova serie delle chitarre “silenziose” Yamaha porta la sigla SLG200 (che sta per Silent Guitar appunto) e, come la precedente serie, è costituita da una 6 corde con corde in metallo (SLG200S) e due con corde in nylon, che si differenziano solo per qualche piccolo particolare costruttivo: la SLG200NW è pensata per chi è più avvezzo alle vere misure della chitarra classica (la W sta per wide) e per questo riporta una larghezza della tastiera leggermente più generosa e un manico più corposo della versione SLG200N, che è costruita per strizzare l’occhio ai chitarristi che vogliono le sonorità del nylon ma con un’accessibilità più comoda. In prova abbiamo proprio la versione Natural di quest’ultimo modello chitarra Yamaha, che comunque non è una vera crossover in quanto riporta la scala tipica di una classica (650 mm.) e con suoi 50 mm. al capotasto risulta solo un paio di millimetri più stretta rispetto alla versione SLG200NW, restando quindi molto lontana dalle misure della SLG200S (43 mm.). Altri colori disponibili, Translucent Black e Tobacco Brown Sunburst. La forma è rimasta la stessa della versione precedente quindi ancora una volta possiamo ammirare il piccolo capolavoro di design e funzionalità del progetto Yamaha: la chitarra è leggerissima, ottimamente bilanciata ed elegantemente disegnata grazie alla struttura “vuota”. Come già sappiamo, uno dei due telai che simulano in volume la presenza di una “cassa” è velocemente removibile...

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  • [axetech] Mario Maratea - Pedale volume, wah, espressione e Whammy +

    Pedale volume, wah wah, espressione e Whammy: ingombranti, pesanti e a volte rumorosi ma… irrinunciabili. Nella categoria che andiamo a descrivere su Axe sono presenti tutti quei dispositivi che, con un controller a pedale, consentono di modificare in maniera continua e in tempo reale il suono della chitarra. Uno di questi, e sicuramente uno dei più “antichi”, è il pedale volume. Questo effetto, di derivazione organistica e utilizzato già negli Anni ’30 con le prime lap-steel, consente di regolare il volume tramite l’escursione di un pedale. L’effetto è tecnologicamente molto rudimentale, infatti il circuito è composto semplicemente da un potenziometro (di valore simile a quelli che equipaggiano le chitarre) regolato tramite l’escursione di un pedale simile a quello di un acceleratore. Per la sua natura, quindi, è abbastanza sensibile al comune problema che affligge i dispositivi elettro-meccanici, ovvero la rumorosità dei potenziometri, che, se non adeguatamente sigillati, tendono ad accumulare polvere al loro interno con conseguente generazione di scricchiolii e fruscio. Per risolvere questi problemi , alcuni costruttori, in un recente passato, hanno escogitato soluzioni creative che spesso hanno aggirato con successo questi difetti. Negli Anni ’80 la nota casa americana Morley ha eliminato ogni elemento meccanico dal circuito utilizzando alcune cellule foto-elettriche che, grazie a un sistema di oscuramento progressivo comandato dal...

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