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Dal nuovo numero

  • [clinic] dall'archivio di Axe: Scott Henderson - Scale, leve e viti. +

    Da Axe di giugno 2006.

    Scott Henderson ha risposto per due ore alle domande dei partecipanti, alternando esempi musicali a brani veri e propri. Il grande interesse per il suo modo di suonare ha condotto da subito la discussione sullo stile personale di Scott, sia dal punto di vista armonico che melodico. Iniziando dal blues, Henderson spiega le tensioni che utilizza sull’accordo di Sol7 considerato come primo accordo della progressione blues, utilizzando le scale melodiche minori di RE, FAe MI, e la scala diminuita semitono-tono di SOL. Viene sottolineato, in particolare, quanto sia importante esercitarsi sui toni out forniti da queste scale, al fine di acquisire un tale grado di confidenza da farli risultare comunque musicali e gradevoli al pubblico. Per questo è anche importante cantare ciò che si suona sui brani che si conoscono già bene, e ogni tanto sperimentare per tentare di ottenere qualcosa di nuovo. Leggi il resto del report con le TAB e le dritte di Scott sulla leva Strato...

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  • [prova] pedaliera multi-fx NUX Cerberus +

    Nux è uno dei tre marchi commerciali della Cherub Technology Co., azienda impegnata nel settore musicale da circa un decennio e molto attiva in ambito chitarristico. Il distributore italiano Frenexport ci propone in prova la nuova pedaliera Nux Cerberus. In un mercato concentrato da una parte su prodotti “boutique” e dall’altra su modelli fisici e campionamenti on the fly, progettare e realizzare una pedaliera in buona parte analogica che porti novità nella nostra attrezzatura sembra un’impresa. Inserita in una elegante scatola nera leggermente imbottita e con una grafica ben curata, la pedaliera Cerberus è un box metallico verniciato a fuoco con “effetto bagnato” da soli 320 x 100 x 65 mm., robusto e molto compatto. Il peso di oltre un chilo e 4 piedini in gomma lo stabilizzano a terra. All’interno tutta l’elettronica, di tipo SMT, è distribuita su due circuiti sovrapposti con filatura praticamente ridotta a zero. L’alimentatore non è fornito di serie e ne serve uno da 9V 500 mA (assorbimento dichiarato della macchina 275 mA, forse un po’ ottimistico…), fortunatamente in nostro possesso. (Per chi si diletta con l'elettronica la soluzione migliore sarebbe l'utilizzo di uno stabilizzatore tipo 7808 o 7809 che garantisce la giusta stabile tensione e la corrente necessaria). Insieme alla pedaliera c'è il manuale utente bilingue: Cinese e Inglese. Nessun problema per chi non gradisce altro che l'Italiano, visto che le presentazioni grafiche colmano qualsiasi dubbio da traduzione. Da una rapida occhiata si capisce che la versatilità di Cerberus è ben coniugata con la sua semplicità di utilizzo. Senza curarci del manuale, approcciamo quindi la pedaliera con metodo “trial and error”. Be’, alla fine nessun “error”: anche se ci sono diversi ingressi e uscite, la comprensione e l'utilizzo sono quasi immediati. Tanti switch, manopole e pulsanti sono di immediato utilizzo, ogni selezione viene fedelmente riportata sul piccolo display a 3 digit. Diciamo subito che tutti i parametri e le connessioni sono facilmente utilizzabili. Divisa in tre blocchi logici principali, la pedaliera distingue sezioni ritardi e ambienti (Delay), modulazioni (Mod) e distorsioni (Dist e Drive). Sul retro ci sono due sezioni di input e output che fanno riferimento separato a distorsioni e ritardi/modulazioni; tali ingressi e uscite consentono di far “girare” il segnale tra le varie sezioni, consentendo di inserire altri effetti tra i due blocchi, oppure prevedere il routing del segnale attraverso...

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  • [prova] software Jam Origin MIDI Guitar 2 +

    A quanti chitarristi non è mai successo di invidiare l'infinità di suoni a cui i tastieristi possono accedere con un semplice clic? A ben pensarci, forse, alla maggioranza. Il popolo dei chitarristi moderni, ormai da decenni, sembra essere tendenzialmente più interessato ai suoni classici e a variazioni sul tema di modesta rilevanza che a sperimentazioni sonore ardite. Perché occuparci quindi di un software che promette di aprire le porte del MIDI ai chitarristi senza più bisogno di pickup esafonici e altri costosi marchingegni hardware? Le ragioni sono due, la prima delle quali è che sempre più musicisti di ogni estrazione si dedicano all'home recording, e avere la possibilità di pilotare gli strumenti virtuali con la chitarra è generalmente più comodo per un chitarrista che doversi arrangiare con una tastiera. La seconda motivazione risiede nelle grandi potenzialità creative che offre la possibilità di controllare tramite la chitarra ogni genere di suono, sintetico o campionato che sia. Noi stessi, durante i test di Jam Origin MIDI Guitar 2, ci siamo lasciati più volte trascinare dall'improvvisazione su basi ordinarie, affrontate con suoni sintetici o di altri strumenti. Sul valore artistico di quanto prodotto non ci pronunciamo, ma di certo avere una risposta sonora ai movimenti delle dita tanto diversa da quella usuale ci ha spinti più o meno consciamente a suonare in modo diverso, a cercare nuove soluzioni tramite cui trarre il massimo dall'insolito connubio chitarra/computer.

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  • [clinic] dall'archivio di Axe: Scott Henderson - Scale, leve e viti. +

    Da Axe di giugno 2006.

    Scott Henderson ha risposto per due ore alle domande dei partecipanti, alternando esempi musicali a brani veri e propri. Il grande interesse per il suo modo di suonare ha condotto da subito la discussione sullo stile personale di Scott, sia dal punto di vista armonico che melodico. Iniziando dal blues, Henderson spiega le tensioni che utilizza sull’accordo di Sol7 considerato come primo accordo della progressione blues, utilizzando le scale melodiche minori di RE, FAe MI, e la scala diminuita semitono-tono di SOL. Viene sottolineato, in particolare, quanto sia importante esercitarsi sui toni out forniti da queste scale, al fine di acquisire un tale grado di confidenza da farli risultare comunque musicali e gradevoli al pubblico. Per questo è anche importante cantare ciò che si suona sui brani che si conoscono già bene, e ogni tanto sperimentare per tentare di ottenere qualcosa di nuovo. Leggi il resto del report con le TAB e le dritte di Scott sulla leva Strato...

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  • [prova] pedaliera multi-fx NUX Cerberus +

    Nux è uno dei tre marchi commerciali della Cherub Technology Co., azienda impegnata nel settore musicale da circa un decennio e molto attiva in ambito chitarristico. Il distributore italiano Frenexport ci propone in prova la nuova pedaliera Nux Cerberus. In un mercato concentrato da una parte su prodotti “boutique” e dall’altra su modelli fisici e campionamenti on the fly, progettare e realizzare una pedaliera in buona parte analogica che porti novità nella nostra attrezzatura sembra un’impresa. Inserita in una elegante scatola nera leggermente imbottita e con una grafica ben curata, la pedaliera Cerberus è un box metallico verniciato a fuoco con “effetto bagnato” da soli 320 x 100 x 65 mm., robusto e molto compatto. Il peso di oltre un chilo e 4 piedini in gomma lo stabilizzano a terra. All’interno tutta l’elettronica, di tipo SMT, è distribuita su due circuiti sovrapposti con filatura praticamente ridotta a zero. L’alimentatore non è fornito di serie e ne serve uno da 9V 500 mA (assorbimento dichiarato della macchina 275 mA, forse un po’ ottimistico…), fortunatamente in nostro possesso. (Per chi si diletta con l'elettronica la soluzione migliore sarebbe l'utilizzo di uno stabilizzatore tipo 7808 o 7809 che garantisce la giusta stabile tensione e la corrente necessaria). Insieme alla pedaliera c'è il manuale utente bilingue: Cinese e Inglese. Nessun problema per chi non gradisce altro che l'Italiano, visto che le presentazioni grafiche colmano qualsiasi dubbio da traduzione. Da una rapida occhiata si capisce che la versatilità di Cerberus è ben coniugata con la sua semplicità di utilizzo. Senza curarci del manuale, approcciamo quindi la pedaliera con metodo “trial and error”. Be’, alla fine nessun “error”: anche se ci sono diversi ingressi e uscite, la comprensione e l'utilizzo sono quasi immediati. Tanti switch, manopole e pulsanti sono di immediato utilizzo, ogni selezione viene fedelmente riportata sul piccolo display a 3 digit. Diciamo subito che tutti i parametri e le connessioni sono facilmente utilizzabili. Divisa in tre blocchi logici principali, la pedaliera distingue sezioni ritardi e ambienti (Delay), modulazioni (Mod) e distorsioni (Dist e Drive). Sul retro ci sono due sezioni di input e output che fanno riferimento separato a distorsioni e ritardi/modulazioni; tali ingressi e uscite consentono di far “girare” il segnale tra le varie sezioni, consentendo di inserire altri effetti tra i due blocchi, oppure prevedere il routing del segnale attraverso...

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  • [prova] software Jam Origin MIDI Guitar 2 +

    A quanti chitarristi non è mai successo di invidiare l'infinità di suoni a cui i tastieristi possono accedere con un semplice clic? A ben pensarci, forse, alla maggioranza. Il popolo dei chitarristi moderni, ormai da decenni, sembra essere tendenzialmente più interessato ai suoni classici e a variazioni sul tema di modesta rilevanza che a sperimentazioni sonore ardite. Perché occuparci quindi di un software che promette di aprire le porte del MIDI ai chitarristi senza più bisogno di pickup esafonici e altri costosi marchingegni hardware? Le ragioni sono due, la prima delle quali è che sempre più musicisti di ogni estrazione si dedicano all'home recording, e avere la possibilità di pilotare gli strumenti virtuali con la chitarra è generalmente più comodo per un chitarrista che doversi arrangiare con una tastiera. La seconda motivazione risiede nelle grandi potenzialità creative che offre la possibilità di controllare tramite la chitarra ogni genere di suono, sintetico o campionato che sia. Noi stessi, durante i test di Jam Origin MIDI Guitar 2, ci siamo lasciati più volte trascinare dall'improvvisazione su basi ordinarie, affrontate con suoni sintetici o di altri strumenti. Sul valore artistico di quanto prodotto non ci pronunciamo, ma di certo avere una risposta sonora ai movimenti delle dita tanto diversa da quella usuale ci ha spinti più o meno consciamente a suonare in modo diverso, a cercare nuove soluzioni tramite cui trarre il massimo dall'insolito connubio chitarra/computer.

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