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Correva l’anno 2005, YouTube faceva la sua comparsa, il servizio di leva passava da obbligatorio a volontario, Alessandro Petacchi s’imponeva nella Milano Sanremo, Filippo Magnini vinceva, primo italiano, un mondiale nei 100 stile libero… Per quanto chitarristicamente ci riguarda, convertivamo il sogno del Guitar Day in realtà con la prima edizione e, proprio nel gennaio di 13 anni fa, iniziavamo la nostra collaborazione con la rivista specializzata numero 1 in Italia: questa. La iniziavamo proprio con Richard Hallebeek, al quale il 5 febbraio consegnavamo il numero 95 ancora imbustato, direttamente prima di un suo concerto al mitico Blejburg di Amsterdam. In questi anni lo abbiamo seguito da vicino (Hallebeek è presente anche su Axe n.i 155 e 180), ammirandone compiaciuti la crescita tecnica, musicale e artistica testimoniata in tre dischi solisti e varie collaborazioni, senza dimenticare la parte didattica, brillantemente espressa in una serie di DVD. Come spiegherà rispondendo alla nostra prima domanda, Richard si è sempre avvalso di ospiti (e che ospiti) alla chitarra nei suoi precedenti lavori, mentre per il terzo disco appena pubblicato, RHP III One Voice, ha scelto di concentrarsi su se stesso. Con Richard figurano Frans Vollink al basso (ormai da diversi anni) e, per la prima volta, Niels Voskuil alla batteria.