Intervista a Scott Henderson raccolta nel corso di una sua clinic "romana" organizzata nel 2007 dalla Ladybird Project.

Come strutturare lo studio di un pattern?

Prima di tutto lo devi forzare all’interno del tuo solo. All’inizio è probabile che non suoni naturale, sarà come scollato dal resto: questo accade perché ci si ferma a pensare. Prima di inserirlo nel tuo fraseggio, prova a suonare per un po’ di tempo nello stesso registro e concentrati per fare in modo di entrare e uscire in modo fluido dal pattern. Dopo un po’ di pratica di solito riesce. Serve del tempo; appena lo hai trascritto può non funzionare: lasciati il tempo di interiorizzarlo, in modo che fuoriesca senza forzature e si adatti al tuo modo di suonare e alla situazione sulla quale stai improvvisando.

Nella tua formazione musicale, hai dato priorità agli studi teorici o alla pratica?

Naturalmente all’inizio ho studiato cose tipo: quale scala va con quale accordo, le note degli accordi… tutti gli elementi del vocabolario, ma in una seconda fase, trascrivendo e analizzando, ho cercato di capire come i grandi musicisti che mi hanno preceduto abbiano utilizzato questi strumenti in modo musicale.

Puoi descriverci il tuo modo di plettrare e spiegarci qualcosa sul tuo modo di utilizzare la leva del vibrato?

Piuttosto che plettrare, direi che provo a non plettrare più che posso. Ogni volta che è possibile eseguire uno slide, un hammer on, un pull off, lo faccio. Preferisco suonare così perché in questo modo ho un suono legato simile alla voce del sax. Se ascolti [John] Scofield, [Pat] Metheny e me, sicuramente sentirai meno l’attacco del plettro rispetto a [George] Benson: io non so fare quelle dannatissime cose! (prova a suonare in quel modo e si impiccia terribilmente tra le risate sue e di tutti)… per suonare veloce ho necessità di legare. Con la leva simulo degli slide o magari cerco di riprodurre un suono ispirato alla musica indiana (Scott suona ed effettivamente ricorda le melodie eseguite dal violino nella musica indiana. Ascoltando possiamo percepire dei glissati, da sotto o da sopra, che raggiungono le note: a volte sono doppi o microtonali. Dopo l’esempio suggerisce un esercizio.) Potete provare a suonare le scale plettrando la prima nota e raggiungendo le altre cercando di centrare l’intonazione con la leva. Potete farlo sia in senso ascendente che discendente.

Cosa suoni sul turnaround di un blues?

Io non sono molto bravo in queste cose be bop. I musicisti di solito si lasciano influenzare trascrivendo materiale soprattutto da Charlie Parker. Io posso suonare in quello stile, ma dopo cinque chorus non so più cosa fare. Comunque ecco delle cose che faccio di solito, anche se preferisco di più improvvisare facendo riferimento alle note degli accordi piuttosto che alle scale.

Da qui possiamo dedurre alcune regole.Per usare le scale pentatoniche minori: partiamo dalla tonica dell’accordo quando suoniamo su accordi di settima o minori settima, partiamo un semitono sopra, un tono sotto o una 3a min sopra se suoniamo su accordi di settima alterati. Per usare le scale diminuite st/t: partiamo dalla tonica o dalla 6ª se suoniamo sul I7 e sul VI7 alt, dalla 6ª suonando sul IIm7 o sul II7, dalla 3ª minore suonando sul V7 alt. Per usare scale minori: per il I7 scala blues dalla tonica, per il VI7 alt e il V7 alterato consideriamo la scala minore melodica un semitono sopra, per il IIm7 si può usare la scala dorica partendo dalla tonica dell’accordo. Inoltre Scott fa notare che suonando da Sol7alt fino a tornare a Sib7, primo accordo del giro blues, come possiamo notare, è possibile suonare la scala diminuita indicata indietreggiando di un semitono man mano che cambiano gli accordi.

Sempre parlando di blues, come trovi i voicing dei tuoi accordi?

Mi piace pensare i miei accordi partendo dalla top voice (la nota più acuta dell’accordo). Cerco di creare un motivo melodico sensato per la top voice e dare maggiore importanza al suo movimento, poi provvedo a riempire le parti di sotto suonando quello che voglio. Vi farò un esempio dove seguirò i cambi di un blues in SIb: ascoltate, può essere un buon esercizio andare avanti o indietro sulla tastiera pensando alle note di una o più scale sul mi cantino e costruire dei voicing sotto di esse seguendo il giro blues.

Di seguito un esempio con l’analisi di quanto ha suonato Scott. Il numero a fianco della nota ne analizza la funzione rispetto all’accordo.

Il mi su Fa7, nell’ultimo accordo dell’esempio, è un cromatismo che si muove verso fa, 5ª dell’accordo successivo di Sib. Notiamo come la top voice si muova a intervalli di semitono o di tono. Scott aggiunge: Considero due categorie di accordi: quelli che posso prendere velocemente per eseguire brani veloci,oppure voicing più articolati, complessi e difficili da diteggiare che utilizzo per situazioni dove il tempo è più dilatato. A volte può essere efficace un accordo composto da due sole voci, 3ª e 7ª, altre volte scelgo delle soluzioni più d’atmosfera. Di seguito i due esempi di voicing, il primo semplice e il secondo complicato, per Sibmagg7.

Puoi darci un idea di cosa utilizzare per un solo su un blues minore?

Prima di rispondere Scott approfondisce quale sia il suo approccio alla scala minore… Per me una scala minore in realtà corrisponde a: 1ª, 2ª, m3ª, 4ª, 5ª (suona in DO minore do, re, mib, fa, sol); cosa fare con le seste e le settime…sei tu a deciderlo. Vale a dire che per lui una scala minore può considerarsi 1ª, 2ª, m3ª, 4ª, 5ª, m6ª, 6ª, m7ª, 7ª… poi è lui a decidere come gestire le note sul momento, a secondo delle sonorità che vuole ottenere. Tuttavia, su Dom7 potrei suonare con la scala di Dom7, su Do alterato uso DO# minore, su Fam7, FAminore, su Lab7 suono MIb minore e su Sol7, LAb minore. Ma attenzione, io prendo sempre in considerazione le note degli accordi e non le scale.

Visto che si sta parlando di situazioni in minore, potresti spiegarci come applichi la scala minore melodica sui vari accordi?

Se quando improvviso incontro un Solm con la 7ª maggiore è scontato che potrei suonare la scala di SOL minore melodico, ma cosa accade se voglio sperimentare su altre qualità di accordi?

(Quanto suggerisce Scott è sintetizzato nello schema che segue):

Queste soluzioni sono strettamente relazionate all’’armonizzazione della scala minore melodica: sviluppiamo il concetto:

Due precisazioni utili ad evitare confusione: l’accordo dominante è spesso sostituito con un accordo m7 una quinta sopra, da qui la scelta di RE min. melodico su Sol7. Nel modo denominato locrio#2, attenzione, la 2ª è maggiore. Scott Suona un esempio e precisa: Ancora una volta utilizzate le note della scala con musicalità. Inoltre anche qui potremo constatare l’applicazione del concetto di sviluppo melodico. Confrontiamo la prima frase e quanto eseguito nella battuta tre.

Vorrei sapere qualcosa sul tuo modo di gestire le triadi quando le sovrapponi agli accordi alterati.

Le idee sono tante, ci sono molte triadi che possono essere sovrapposte agli accordi dominanti. Ad esempio, pensa a Re alterato, puoi interpretarlo come Re7 b9 13 e suonarci sopra le triadi di Si, Fa e Lab. Sono le triadi maggiori presenti su 3ª minore, 5ª diminuita e 7ª diminuita nella scala diminuita st/t di RE. Senti…, a me piace molto il suono che ottengo sovrapponendo la triade di Si su Re7 [analizziamo le note: si, re# (=mib) e fa# sono rispettivamente 13ª, m9ª e 3ª di Re7]. Su degli accordi dominanti puoi suonare la triade posta una terza minore sotto la tonica (es.per Re7 triade di Si) e poi spostarla per terze minori (Si, Re, Fa, Lab).

Quale approccio hai all’improvvisazione quando suoni rock con un sound tipo Jimi Hendrix?

Lascia che te lo dimostri suonando su di un solo accordo, un pedale in Dom, va bene? Normalmente suono tanto con la scala di DO blues, ma mi piace alterare il fraseggio con dell’altro materiale. Posso fraseggiare sovrapponendo delle frasi che provengono da DO frigio in modo da trasferire momentaneamente la sonorità sul colore di questo modo (esempio sotto).

Oppure posso suonare frasi dalla scala diminuita st/t di SI. Posso anche improvvisare facendo riferimento alle scale di DO minore melodico e MIb minore melodico… E inserire anche in questo contesto le triadi della scala diminuita, Si, Re, Fa, Lab; ne abbiamo parlato prima, ricordi? In questo caso userò ancora la triade di Si (esempio sotto).


C’è una cosa importante che devo dire: tieni sempre in mente che questo è materiale “out”, quindi lo puoi usare per creare tensione, ma deve durare poco tempo, poi devi tornare alla scala blues. Scott ci saluta con un solo fulminante, poi tutti i presenti lo accerchiano: è il momento degli autografi, delle foto e, per alcuni, la possibilità di rubare un ultimo consiglio last minute. Tutti andiamo a casa contenti, pieni di informazioni e di carica, pronti ad affrontare un nuovo periodo di studio. Scott è un grande musicista e un grande insegnante, e colpisce in particolar modo l’entusiasmo e la grinta con la quale ha trasmesso a tutti noi una pagina della sua esperienza.

Paolo Patrignani

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